Textual criticism

Acque torbide
La ricerca di nuovi percorsi figurativi è una costante del procedere artistico contemporaneo; l'esigenza di un coinvolgimento pittorico che recuperando il dato iconografico, moduli una narrazione, dove lirismo e poeticità trascendono ma non tralascino l'elemento concettuale, è l'intimo credo artistico di gran parte della pittura contemporanea. L'arte reclama una propria dimensione libertaria ove sciogliere i propri complessi linguaggi espressivi in un incontrollabile turbinio narrativo.
Le opere di Giulia Cavallaro testimoniano una profonda sensibilità e conoscenza verso nuove tendenze artistiche; si può quasi parlare di una forma nomadica che costringe questi lavori ad inarrestabili esplorazioni dei nuovi territori che di volta in volta vengono scoperti per le sempre più affannose ricerche pittoriche.
L'emozione del nuovo, l'amore per il pericolo ed il rischio animano questa pittura che si presenta, senza tentennamenti, in tutta la sua irruente vitalità. Nuova Figurazione, Transavanguardia, Neoespressionismo, Pittura selvaggia, sembrano scorrere velocemente in questi quadri, quasi sospinti da una terza centrifuga che ne determina solo i contorni, ne rende leggibile solo l'intima istanza.
Se l'aspetto figurazionale si deteriora e decompone secondo una espressività gestuale, una profonda sensibilità coloristica concorre alla formulazione del racconto, attraverso accenti timbrici e dissonanze cromatiche che sviluppano un violento e magico linguaggio. Un'apparente dicotomia genera quell'energia creativa che guida l'intera operazione artistica: l'espressionismo segnico che modula il racconto iconografico e che tradisce i propri richiami nordici, si coniuga con le tonalità cromatiche mediterranee; la raffinata scuola veneta del colore e la barbarica violenza segnica del nord convivono in queste opere.
La figurazione è sempre in procinto di essere travolta, in bilico fra riconoscibilià e magmatico caos coloristico; il tratto deborda nello sfondo e l'immagine sembra perdersi irrimediabilmente nel vortice del colore. Una golosità cromatica divora senza tregua ogni accenno figurativo, il dato iconografico scompare nel tempestoso fluttuare del racconto. La narrazione si fa frammentaria, incompleta, elementi nascosti si lasciano intuire fugacemente per poi scomparire definitivamente nel vortice compositivo. In queste tele è quasi percettibile il movimento del colore, ora dolce e delicato, ora violento e minaccioso, quasi obbedendo a esoteriche maree, onde cromatiche si placano e s'innalzano, infrangendosi sui bordi del quadro. Si possono cogliere quasi gli schizzi. L'immagine annega, abbandonata a questa forza primordiale si spezza, si moltiplica nella rifrangenza e si ricostituisce in una totalità che coincide con l'opera stessa.
Appare allora il tema del racconto, una femminilità prepotente impone una riflessione accurata sulla propria intima poeticità. La simbologia marina, attraverso l'identità donna-acqua, individua un rituale pittorico, che ordina l'immagine in un'ottica di totale abbandono creativo. Nasce in tal modo un'allucinata paesaggistica, dove segno e colore esaltano il loro linguaggio, attraverso una espressività istintiva e improvvisa che si coagula senza inibizioni sulla tela.
Giulia Cavallaro conferisce a questi lavori una forza interiore che si coglie in ogni sussulto cromatico e si evidenzia in ogni gestualità segnica, è un'arte dinamica, inafferrabile, ostile ad ogni tentativo di contenimento e di classificazione.
Queste opere pertanto esigono l'abbandono totale, bisogna lasciarsi travolgere da queste maree se si vuole cogliere l'intima poeticità che vive in queste tele.
Danilo Eccher

Muddy waters English version
In modem art the search for new figurative solutions is a constant procedure; the need for a pictorial interest that regains the iconographic element and in so doing modulates a narration in which lyricism and poetry go beyond the conceptual element without dropping it, is most of contemporary painting's inner creed. Art demands its own libertarian planet where it can release its complex expressive languages so they become an out-of-control narrative whirlwind.
Giulia Cavallaro's works testify deep sensibility and knowledge towards new artistic trends; they can almost be described as a nomadic form that forces these works to unstoppably explore new territories that from time to time are discovered by the more and more anxious pictorial researches.The passion for novelty, the love for danger and risk animate this painting that presents itself without hesitation and with a irreprensible vitality. New Figuration, Transavantgarde, Neo-expressionism, Wild painting seem to be flowing quickly through these paintings, almost driven by a third centrifuge that determines just their outline, that makes clear just their most intimate essence.If the figurative aspect deteriorates and decays due to a gestural expressiveness, a deep coloristic sensibility concurs in formulating a tale through timbres and chromatic dissonances that develop a violent and magical language. An apparent dichotomy generates the creative energy that leads the entire artistic operation: the expressionism of signs that modulates the iconographic narrative and that reveals its northern origins, combines with Mediterranean chromatic tonality; the refined Venetian chromatic school and the barbaric violence of signs form the North coexist in these works.
Figuration is always about to be overcome, it hangs in the balance between recognition and magmatic coloristic chaos; the stroke overflows in the background and the image seems like it irreparably gets lost in the whirl of colour. A chromatic gluttony unceasingly devours every figurative hint, the iconographic element disappears in the stormy flux of the story. The narration becomes fragmentary, incomplete, hidden elements let us glancing at them and then they vanish forever in the composition's whirl. On these canvases the movement of the colour is almost perceptible, now it is soft and subtle, now violent and threatening, as if it obeys to esoteric tides, chromatic waves calms and arises smashing on the painting's edges. It is almost possible to feel the spray. The image drowns, it breaks when left in the hands of this primordial strength, it multiplies in the refractiveness and it reconstructs in a wholeness that coincides with the work itself.
Then it appears the topic of the tale, an overriding feminality investigates its own poetics. The marine symbology, through the sameness woman-water, identifies a pictorial ritual that orders the image from the perspective of complete creative abandon. So a halucinatory landscape painting is born and in it colour and sign enhance their language through an instinctive and sudden expressiveness which uninhibitedly coagulates on the canvas.
Giulia Cavallaro lends an interior force to these works that can be seen in every chromatic jump and it is highlighted in every gesture of signs, it is a dynamic, elusive art, it is against every attempt to contain and classify it.Therefore these works demand total abandon, it is necessamy to be ovemwhelmed by these tides if one wants to arrive at the intimate poeticism which lives within the canvases.
Danilo Eccher





Archetipi 2
Tracce, impronte di un mondo agli occhi umani non visibile appaiono sulle carte, nel sigillo degli smalti e dell'acrilico color fumo della pittura di Giulia Cavallaro che, con presentazione di Mario Cossali, espone i suoi "Archetipi” fino al 12 settembre a Palazzo Libera di Villa Lagarina a Trento.
Ogni immagine scelta fra i soggetti di base della conoscenza, dell'incubo e del sogno, viene prosciugata, ridotta al limite della sua rappresentazione pur mantenendo riconoscibilità non ricadendo nella astrazione pura. Un esercizio che la pittrice percorre in linea con il significato della sua arte mirata non a produrre un ritratto di "cose”, ma di ciò che sta nella loro sostanza primigenia.
Emblematica la figura in posizione yoga che si eleva dal mondo per poterne cogliere la visione cosmica, con la consapevolezza del limite indicato dall'incorniciatura di pennellate serrate ad evidenziare non solo la strada dell'orientamento ma anche lo sforzo di attenersi alle regole.
Numerose le figure di donna come simbolo ancestrale e di futurabilità. La madre accoglie non il figlio ma la multirazzialità e il doppio femminile - maschile. La danzatrice trasforma il nastro coreografico in seduzione di serpente. La nuotatrice, accarezzata da un fondale dorato, pare affiorare da una antica pittura rupestre. La studiosa diventa un unicum con il suo libro e lo scanno di lettura. L'abbraccio tantrico travalica l'erotismo del rapporto per esprimere l'essenza della sessualità. Le figure in preghiera denunciano la fatica a liberarsi dalle costrizioni degli individuali riferimenti.
Ricorrente la forma ovulare. Non solo ovviamente nell'uovo cosmico, nell'uovo del dinosauro, ma nella forma della testa delle varie figure (di estrazione dechirichiana) e nel fiore di loto, come guida alla incessante circolarità del divenire.
Di notevole fascino anche le acqueforti che sintetizzano la categoria degli archetipi comuni sia in alcune civiltà che nel sapere collettivo.
Vera Meneguzzo

Archetypes 2 English version
Traces, footprints of a world that is invisible to human eyes, appear on papers, on the smoke-gray enamels and acrylic's seal of Giulia Cavallaro's painting, she puts her "Archetipi” on display at Palazzo Libera di Villa Lagarina in Trent until September the 12th, with Mario Cossali's presentation.
Every image is chosen among the core subjects of knowledge, of nightmare and dream, it is drained, it is taken as far as its representation allows in order to still be recognized without falling into pure abstraction. An exercise the artist does in line with the meaning of her own art that is not aimed at producing a portrait of "things”, but of what is the base of their primigenial substance. The figure in a yoga position is emblematic, it rises from the world to be able to catch its cosmic vision with the sense of the limit shown by close brushstrokes' framing that highlights not only the orientation road, but also the effort to obey the rules.
Several female figures are an ancestral and of-usability symbol. The mother is not welcoming the son, but the multiracialism and the male-female double. The dancing-girl changes her choreographic ribbon into snake-like seduction. The swimmer, caressed by a gold seabed seems to emerge from an ancient cave painting. The scholar becomes a unicum with her book and the reading stall. The Tantric hug goes beyond the relationship eroticism to express the essence of sensuality. The praying figures reveals the hardship the get rid of constrictions of individual standards.
The ovular form is frequent. That is not only in the cosmic egg, the dinosaur's egg, but also in the form of various figure's heads (that have their origins in Dechirico's work) and in the lotus flower as a guide to the endless circularity of becoming.
Even the etchings have considerable appeal, they summarize the common archetypes category both in some civilization and collective knowledge.
Vera Meneguzzo





Bagliori dorati
Giulia Cavallaro dipinge da molti anni o meglio ancora da tanti anni ha trovato il modo di esprimere le proprie profondità attraverso la pittura, variando proprio per questo nel tempo il codice espressivo stesso, pur restando sempre e comunque legata all'esigenza di immergere nel segno e nel colore la pianta topografica di un labirinto esistenziale senza fine.
Nel periodo più recente la creatività pittorica di Giulia Cavallaro si è avventurata nel magma intricato e intrigante (intrico fisico/naturale e intrico di senso, di significato) di una natura fondo e sfondo, base e struttura di processi vitali e di processi conoscitivi.
Ma c'è anche di più in questo verde giallo striato ora di bianco ora di nero, spesso nell'orizzonte di un blu che innalza e che contiene la visione. C'è il senso di attesa e di mistero che ritroviamo nella poesia di Montale ("Meriggiare pallido e assolto / presso un rovente muro d'orto, / ascoltare tra i pruni e gli sterpi / schiocchi di merli, frusci di serpi”).
C'è la sofferenza panica che suggeriscono i versi di Luzi ("tempo che soffre e fa soffrire, tempo / che in un turbine chiaro porta fiori / misti a crudeli apparizioni, e ognuna / mentre ti chiedi che cos'è sparisce / l'apide nella polvere e nel vento”). Attesa, mistero, apparizione, visioni che possono stupire o atterrire in questa pittura si alternano e si confondono invitando lo sguardo a ‘‘entrare'' nel colore e nel suo paesaggio (perché è il colore che qui fa il paesaggio!) inseguendo orme ed ombre oltre rondine e corvo, oltre stagno e palude, per approdare infine, se possibile, al proprio ri/conoscimento.

Archetipi
Ho fatto un gioco ed ho sostituito al poeta la pittrice, trascorrendo da Giuseppe Ungaretti a Giulia Cavallaro, perché mi sono accorto che molti dei versi che Ungaretti ha dedicato ai "suoi” fiumi si addicono stranamente, magicamente al viaggio creativo dell'artista.
"Mi sono riconosciuta una docile fibra dell'universo... il mio supplizio è quando non mi sento in armonia... quelle occulte mani che mi intridono mi regalano la rara felicità... ho ripassato le epoche della mia vita... queste sono le mie visioni e in esse mi sono rimescolata e mi sono conosciuta... questa è la mia nostalgia che in ognuna di esse mi traspare...” Giulia Cavallaro infatti dipinge da una vita e nella pittura ha riconosciuto davanti al proprio specchio, allo specchio dell'anima, tutte le sue stagioni. Oggi il suo segno, largo e nero, raccoglie questa complessa eredità.
Mario Cossali

Golden glow English version
Giulia Cavallaro has been painting for years, or rather since a long ago she found a way to express her soulfulness through painting, for this reason in time she has changed her expressive code itself, but she has always been bound to the need for dipping in sign and colour the topographic map of a never-ending-existential labyrinth.
Recently Giulia Cavallaro's pictorial creativity ventured in the tangled and intriguing (physic/natural tangle and tangle of sense, meaning) of a nature that is bottom and background, base and structure of vital and cognitive processes.
But there is even more than this green/yellow striped with white or black, often in a blue horizon that elevates and contains the vision. There is the feeling of waiting and mystery that can be found in Montale's poetry ("Meriggiare pallido e assolto / presso un rovente muro d'orto, / ascoltare tra i pruni e gli sterpi / schiocchi di merli, frusci di serpi”).
There is the panic suffering suggested by Luzi's line ("tempo che soffre e fa soffrire, tempo / che in un turbine chiaro porta fiori / misti a crudeli apparizioni, e ognuna / mentre ti chiedi che cos'è sparisce / l'apide nella polvere e nel vento”). Waiting, mystery, apparitions, visions that can amaze or terrify alternate in this painting and they get confused while asking the look to "get in” the colour and its landscape (because here it is the colour that becomes landscape!) chasing marks and shadows over swallow and crow, over pound and swamp to land, if it is possible, to one's own re/cognition.

Archetypes English version
I played a game and I replaced the poet with the painter, passing from Giuseppe Ungaretti to Giulia Cavallaro, because I noticed that many lines that Ungaretti dedicates to "his” rivers strangely, magically suit the artist's creative journey.
"I see myself as a mild universe's fibre…my torture is when I don't feel in harmony…those occult hands that soak give me a rare happiness…I revised my life's ages…these are my visions and in them I mixed recognize myself…this is my nostalgia that shows through anyone of them…” Giulia Cavallaro sure enough has been painting for a very long time and in painting she has recognized before her own mirror, the mirror of the soul, all her seasons. Today her sign, wide and black, collects this complex inheritance.
Mario Cossali





Incontro nell'atelier
Dopo un inizio figurativo, e un periodo segnato da inquietanti premonizioni, Giulia Cavallaro approda alla sofferta coscienza di sé e del suo essere donna, testimoniata nel drammatico urlo, tutto movimento, energia e luce, di "Acque torbide”, esposto nell'85 a Trento e acutamente recensito da Danilo Eccher.
Abbandonata la forma, la Cavallaro coglie la realtà propria e del circostante come un inafferrabile divenire. Nascono così, fra l'87 e l'88 le rutilanti spirali dei Fusi - rossi, verdi, blu - destinati a trasformare la loro valenza implosiva nella centrifuga violenza di opere come "Catalisi”, coeva di una serie di "Paesaggi”, astrazioni di aeree visioni metropolitane.
Tanta incontenibile energia si disciplinerà, agli inizi degli anni ‘90 nella fase geometrica dei "Triangoli” che, in varia combinazione, adombrano la scoperta anche della qualità, principio fondamentale nelle armoniche leggi dell'essere e dell'esistere, con una evidente forte tensione spiritualista.
L'attività pittorica della Cavallaro è segnata da pause ricorrenti, scandite dalle vicende varie della vita. Dopo una di queste pause, Giulia riprende il lavoro tra il ‘94 e il ‘96 con preziose creazioni su antiche stoffe damascate. Su queste basi, che servono da spunto alla sua inventiva, la pittrice armonizza, in piena originalità, energetiche composizioni, tutte bagliori dorati e accensioni cromatiche, di sapore vagamente impressionista.
Subito dopo, il senso della dualità esistenziale e la pulsione spiritualista ritorna con ancor più autorevolezza negli smalti su carta della serie dei "Sabba”, dello "Scioglimento dei ghiacci” e di "Energia liquida”. Magnifico momento di alta maturità espressiva che esalta l'espressionismo segnico di ascendenza nordica con le smaltate tonalità venete in una orgiastica esaltazione di movimento e colore - spesso nella bicromia del bianco e nero - in cui il dinamismo cromatico crea dal magma allucinate suggestioni paesaggistiche. Il tutto anticipa idealmente gli splendidi viaggi mentali - autentiche visioni cosmiche allusive di altri mondi e altre plurime dimensioni - dei lavori più recenti. In essi i riferimenti naturalistici, psichicamente trasformati e resi nella materica drammaticità di segni dissolventi in immagini futuribili, si arroventano di un incredibile blu indaco, tra squarci di luce come misteriose misteriche apparizioni.
Franca Barbuggiani





Meeting in the studio English version
After a figurative beginning and a period marked by unsettling premonition, Giulia Cavallaro arrives at a difficult self- and being-a-woman-consciousness testified in the dramatic and made of movement, energy and light of "Acque torbide”, displayed in Trento in 1985 and carefully reviewed by Danilo Eccher.
She gives up on form and catches her own and the surrounding reality as an elusive becoming. So between 1987 and 1988 are born the glowing whirl of the "Fusi” – red, green, blue – destined to change their asserted worthiness into the centrifugal violence of works as "Catalisi”, that is contemporary of the series "Paesaggi”, abstraction of metropolitan aerial visions.
Such irrepressible energy will be disciplined in the early ‘90s in the geometric phase of the "Triangoli” that in various combinations also foreshadow the discovery of the quality, fundamental principle in the harmonic rules of the being and becoming, with a strong, evident, spiritualistic tension.
Cavallaro's pictorial activity is studded by frequent pauses marked by various life events. After one of those breaks, Giulia resumes work between 1994 and 1996 with precious creations on ancient damask clothes. On these bases, that come in useful as inspiration for her creativity, the artist originally harmonizes energetic compositions, made of gold flashes and chromatic lightings that have a vague impressionistic taste.
Right after that, the sense of existential duality and the spiritualistic urge come back with much more authority in the enamel on paper of the series called "Sabba”, "Scioglimento dei ghiacci” and "Energia liquida”. That is a high expressive maturity wonderful moment that brings out the signs expressionism of Nordic ancestry with the enamelled tonalities of Veneto in an orgiastic enhancement of movement and colour – often in the duotone of white and black – which chromatic dynamism creates wild natural fascinations from magma. The whole thing ideally anticipates the splendid mental journeys – authentic cosmic visions that allude to other worlds and dimensions – of her latest works. In them naturalistic references psychically transformed and shown in the material dramatic power of signs that dispel in future images, become an incredible indigo blue-hot, between patches of light as mysterious apparitions.
Franca Barbuggiani





L'Arena di Verona quotidiano
Esposizione 2000 Verona "Danza in nero"
2000 Società delle Belle Arti, Verona
Invenzioni, rinvenimenti grafici, segni che emergono in superficie e subito scompaiono, spazi vuoti o dipinti di getto con rapidità, affiorano efficaci sulle contenute superfici dei quadri che G C espone alla Galleria della Società delle Belle Arti, in Piazza dei Signori. Sono queste le prove astratte di una pittrice che predilige un linguaggio astratto, che scompone strutture geometrizzanti, fino a ridurle alla minima essenza del segno e del gesto, e giungere ad una estrema sintesi astratta. La pittura di GC è fatta di gesto e di un solo colore, è una pittura che intende creare una certa attenzione tra segno e superficie, che sembra volere costruire delle architetture del reale destrutturandole e poi ricomponendole, per frammenti, nei quadri che scandiscono il percorso visivo e reale della mostra. Osservando con attenzione i suoi quadri si potrebbe intuire che in essi, tra gli spazi bianchi e i segni, si celino i ritmi di una musicalità fortemente scandita, le immagini di una scrittura pittorica che si contamina con lo spartito musicale. Nelle sue opere, nulla sembra travalicare o affollare caoticamente la superficie, tutto viene esportato sotto il controllo di una volontà che desidera affidare al gesto fulmineo, allo scatto felice, l'appartenenza ad un genere che vive nella totale indifferenza per la rappresentazione mimetica della realtà per spingersi a guardare e dipingere, con tensione interiore, il vasto inafferrabile, spazio cosmico.
Giorgio Trevisan